Serralunga d’Alba

Il territorio

Serralunga d’Alba, un segreto a lungo conservato

Posta nell’estremo lembo orientale del comprensorio del Barolo – undici comuni a Sud-Ovest di Alba – Serralunga d’Alba è sembrata a lungo la bella addormentata della zona. Quando il Barolo, per buona parte della sua storia primitiva, ben prima dell’ottenimento della denominazione di origine controllata, era il frutto di assemblaggi di uve provenienti dall’intera area, l’unico comune che godeva del privilegio di vedere il suo nome posto sulle bottiglie era Barolo. Così è stato anche dopo l’approvazione della DOC: il vino è stato ufficialmente denominato Barolo.

Lontano da Barolo e dal suo Castello, dove i Falletti si adoperavano per la notorietà del loro vino, Serralunga d’Alba rimase per quasi due secoli un semplice borgo viticolo, lontano dai clamori del successo. Solo negli ultimi cinque anni la stampa, sia italiana sia straniera, ha imparato a conoscere le Langhe e ha finalmente assimilato ciò che i mediatori locali sapevano da oltre un secolo: i grandi Barolo strutturati e longevi nascono solo sulle marne elveziane di Serralunga d’Alba.

I principali commercianti, che non badavano a spese quando si trattava di comprare una partita di nebbioli di Serralunga d’Alba, contavano proprio sulle uve del comune per dare struttura e longevità ai loro Barolo. I contadini locali andavano molto fieri delle quotazioni che raggiungevano le uve delle loro colline.

Purtroppo la miseria e la povertà che hanno seguito l’avvento della fillossera e la grande crisi economica del 1929, hanno rallentato di quasi un secolo il meritato sviluppo e la contestuale notorietà di questo comune: per anni la vigna ha dovuto dividere con colture di prima necessità i versanti più vocati. Ed è proprio in quest’ottica che si può capire come al Nebbiolo, considerato il vitigno più nobile ma allora anche il meno redditizio – per gli evidenti problemi di vendita in cui versava il Barolo -, veniva spesso preferito il più popolare Dolcetto. Basti pensare che nel 1990 Serralunga d’Alba contava solo l’11 per cento della totalità dei vigneti di Barolo e il Nebbiolo a Serralunga rappresentava poco meno della metà della superficie vitata comunale.

In circa 20 anni, invece, le cose sono cambiate in modo significativo e, a fine 2010, Serralunga con i suoi 320 ettari a Barolo totalizzava il 17 per cento dell’intera denominazione, mentre all’interno del comune il Nebbiolo da Barolo ha superato il 60 per cento dell’intero superficie vitata.

Le vigne di Serralunga d’Alba poggiano su una delle famose lingue di terra (Langhe) che dal Sud, ovvero dall’Alta Langa scendono verso Nord, verso la valle del Tanaro. La morfologia del territorio di Serralunga d’Alba ha una forma che ricorda una lisca di pesce, con il crinale (direzione Sud-Nord) a fare da spina dorsale, dalla quale si intersecano in modo più o meno perpendicolari le colline secondarie di altitudine inferiore.

Le lingue laterali sono poste in modo più omogeneo e regolare sul versante Ovest della dorsale, cioè nella parte che guarda verso Castiglione Falletto e Monforte d’Alba, dove annoveriamo cru famosi come Baudana, Lazzarito, Parafada, Marenca, Vigna Rionda, Falletto e Ornato. Nel versante orientale, che guarda Diano d’Alba e la Valle Talloria queste colline sono molto meno regolari e più si va verso Sud più tendono ad assottigliarsi e accorciarsi. In virtù delle differenze geologiche e mesoclimatiche, si può asserire che i Barolo di Serralunga d’Alba diventano più tannici e austeri, ma anche più longevi – quindi perfettamente in linea con l’idea comune che si ha dei rossi del luogo -, se si procede verso Sud.

Il Castello di Serralunga d’Alba,
un’icona italiana

Castello Serralunga d’Alba

La fortezza di Serralunga è una vera e propria icona nel panorama dei castelli medievali italiani della prima metà del XIV secolo. Da allora sorveglia e controlla le terre circostanti, un tempo antico dominio e proprietà dei signori Falletti, i costruttori di questo castello e di molti altri fortilizi che ancora si vedono sulla sommità dei bricchi come Castiglion Falletto, Barolo, La Morra, Roddi d’Alba …

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